Sottomarino — Edoardo Pastore

Di quest’infausto e fatale marchingegno che ci imprigiona e ingloba non siamo ormai che membri o appendici, congegni artefatti e inorganici siccome leve o pulsanti arrugginiti e incriccati, o pompe o motori incrostati d’alghe e sale, affamati d’acqua e aria o assetati d’olio e benzina, o eliche pareti pannelli rattrappiti disfatti scartocciati, oblò ciechi e... Continue Reading →

Milza — Stefano Tarquini

Ho passato troppo tempo in mezzo ai girasoli che hanno avuto il tempo di morire e rinascere. Trasformando il mio nascondiglio in una casa per raggi di terra bruciata. Epilessia, dicevano. Contrasti. Non è neanche una questione di luce, di contatto con il suolo, di nero sotto le unghie. Non è neanche una questione di... Continue Reading →

Amarsi è un viaggio — Antonio Laurino

Stresa sul Prato, con i capelli al Ventotene stavi in silenzio. Io ti fissavo. «Mi trovi Biella?» mi domandasti. «E me lo Chieti?» ti risposi. «Facciamo un Brindisi» continuai. Presi l’Asti dalla Bursa e ne Versailles un bel Cadice a entrambi: galeotti sono stati sempre i Cincinnati Dallasmania dell’amore. «Hanoi!» dissi, e Anversa a te... Continue Reading →

Essere madre — Eva Poggio

Mia figlia mi sveglia all’alba. Ha fame e io mi alzo, la tiro su dal piccolo materasso incastrato nella culla in cui già mio marito e suo fratello hanno dormito da piccoli e la porto con me nel lettone. Appoggiata contro il cuscino la allatto e lei inghiotte con le sue piccole labbra il mio... Continue Reading →

Ingranaggio educato — Stefano Ficagna

Mi hanno inculcato senza premeditazione il culto di Dio e dell'industria postfordista, un capannone come tempio e Gesù Cristo crocefisso alle pale di un muletto. Di' le tue preghiere, sposati, timbra il cartellino, comportati bene e ogni mese cerca di arrivare alla fine. Il ritmo dei nostri corpi intrecciati lo vorrei così, cadenzato e stabile,... Continue Reading →

Due prose di Gisella Genna

Gli anni addensati. Una porzione di sfera che pare scivolata via nel cosmo antico. Non abito più qui, dove il ricordo sfugge ed era luce da un solo lato, né bianco né oscuro: lontano. *** Da una riva all’altra – è passato un anno. La stessa città, le sue periferie, la gente che non conosciamo... Continue Reading →

La tavola calda — Dina L. Relles

Insegna al neon in vetrina, luci gialle che ondeggiano, gente del posto in fila al bancone. Una rastrelliera di cappotti appesi come se fosse casa. Scatti seppia incorniciati dello stesso luogo negli anni Sessanta. Le chiacchiere basse si mescolano alla padella, alle uova e ai Fleetwood Mac e la cameriera mi scivola accanto per prendere... Continue Reading →

Ultima ratio — Arianna Vartolo

Quale sia il sillogismo dello sguardo a legare e delegare un esatto punto alla messa a fuoco, se lo chiede ancora per poco il signore distratto dal resto delle monete nel conto. Smette di riflettere sullo specchio che rimette uguale – uguale a chi guarda quel senso stretto delle cose viste da sopra da sotto... Continue Reading →

Disamore — Rossella Cirrone

22 aprile 2021 È passato un tempo sufficiente a calmare gli animi, gli istinti bestiali governati dalla rabbia, dalla cecità del dolore.È passato un tempo sufficiente per raccontare in maniera ordinata, per intercettare un contatto disinteressato dal desiderio, per parlarsi.Quando sei andato via, nei primi tempi dell’assenza, ho sentito la neutralità del tempo e dello... Continue Reading →

Previsione — Charles Rafferty

È tutta la settimana che gente famosa muore come mosche, e l’albero di Natale ha appena smesso di bere. Poi uno dice i presagi. È ormai impossibile tenere le veneziane dritte. Dovunque mi giro, vedo gente che corre a fare commissioni che domani a quest’ora avrà già dimenticato. Mi ricordo che, anni fa, fui costretto... Continue Reading →

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